evoluzioni

James Bond, licenza di piangere

di Francesca Amé
Da macho a uomo maturo. Lo 007 Daniel Craig piace anche alle femministe.

Daniel Craig, 44 anni, alla premiere di Skyfall, alla Royal Albert Hall di Londra.

È passata poco più di una settimana dal lancio in sala e Skyfall, l’ultima pellicola di James Bond, quella dalla gestazione tormentata e a rischio chiusura, quella che segna il traguardo dei 50 anni di vita dello 007 più famoso al mondo, non smette di far parlar di sé. Complice la comparsata di Daniel Craig a fianco di Queen Elisabeth nella cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Londra e complice una collaudata strategia di marketing, il film ha fatto il botto di incassi. E non solo.
JAMES, UN BOND BIPARTISAN
Forse per la prima volta ha messo d’accordo pubblico maschile e femminile. La pellicola diretta da Sam Mendes, il raffinato regista di American Beauty, è infatti tutto fuorché banale. Craig/Bond non ha il fisico statuario di Pierce Brosnan: ha la barba lunghetta, il corpo affaticato, fa persino poco sesso. È invecchiato: è più uomo e meno macho.
UN NUOVO RAPPORTO CON LE DONNE
Il cambiamento del protagonista si riflette anche sui personaggi femminili della pellicola: se in passato le Bond girls (fatta eccezione per Ursula Andress e Grace Jones) erano poco più che incolori comparse, Skyfall presenta donne volitive. C’è il super-boss M., certo, ma anche la splendida e raffinata Severine e la pragmatica Eve. Le columnist del Guardian lo hanno notato, dedicando al tema una paginata dall’inequivocabile titolo Skyfall è il film 007 meno sessista? (notare il punto interrogativo). Αnalizzando i personaggi, le autrici annunciano un cambio di rotta, un’attenzione a tratteggiare le donne in maniera diversa che in passato.
M., LA VERA PROTAGONISTA DEL FILM
Del resto è la stessa Judi Dench/M. a bollare Bond come un «dinosauro sessista e misogino»: è lei la regina incontrastata della scena, quella che ti fa dimenticare anni di donne chiamate genericamente Bond Girl, cui spettavano vacui dialoghi. M. comanda il gioco, e dirige anche il cambiamento comportamentale di Mr Bond. M. è una donna di potere, non più nel fiore degli anni, ma di indubbio fascino. Questo ha convinto le femministe inglesi, alla fine, ad applaudire la pellicola.
MEGLIO CRAIG O PITT?
E le opinioniste italiane? Natalia Aspesi su Repubblica ha elogiato Craig, perché ci salverebbe «dal genere fighetto cioè Brad Pitt: capelli biondi lisci, barbetta appena accennata, occhi azzurri che, misteriosamente malinconico dichiara in inglese, con sottotitoli in italiano, la sua passione per un profumo e per la signora che se lo è annaffiato addosso». Per fortuna Craig/Bond è diverso: macho, ma tormentato, un po’ acciaccato (quasi sfortunato) e non solo interessato alla conquista del gentil sesso.
UNO 007 MENO MACHO E PIÙ UOMO
Giovanna Cosenza e Loredana Lipperini, firme italiane da sempre attente alla rappresentazione della donna nei media, non si espongono. «Non ho visto il film, nemmeno il trailer, per cui non vorrei pronunciarmi, ma ho notato che si discute del tema, e mi fa piacere», ha dichiarato a LetteraDonna Giovanna Cosenza, docente di Semiotica all’Università di Bologna e autrice del blog Dis.Amb.iguando. Caterina Della Torre, di Dol’s Magazine,  sottolinea invece come solo nella prima mezz’ora si ripetono i classici cliché (effetti speciali, uomo che non deve chiedere mai) del genere 007. Tutto cambia con la morte e con la nuova storia di Mr Bond. Che rinasce meno macho e più uomo. Così come le protagoniste femminili. Meno Bond Girl e più Ladies.

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Publicato in: Amori Argomenti: , , , Data: 08-11-2012 11:54 AM


2 risposte a “James Bond, licenza di piangere”

  1. Conte Vlad scrive:

    Comunque l’evoluzione dei personaggi femminili era già nelle ultime pellicole con Brosnan e nel primo Bond con Daniel Craig, Casinò Royale: Vesper/Eva Green era un personaggio importante e di spessore
    Al di là di tutto (quello che conta è che sia un bel film e non quanto sia politically correct), devo dire che Daniel Craig è l’unico Bond che non mi fa rimpiangere Connery (Roger Moore era assolutamente incolore, non mi è mai piaciuto), ma mi chiedo sommessamente cosa abbia in sè di “sessista” il personaggio di 007: è attratto dalle donne e le donne lo sono da lui, nella seduzione nessuno è davvero passivo

  2. Paolo scrive:

    ma veramente è già dagli ultimi film di Bond con Brosnan che c’è una evoluzione dei personaggi femminili. Nel primo Bond con Craig Casinò Royale, Vesper/Eva Green è un personaggio di spessore, importante. Poi certo i film di 007 hanno delle loro regole che più di tanto non si possono forzare. Ma perchè Bond sarebbe sesssta? Perchè è attratto dalle donne come le donne lo sono da lui? Ma non scherziamo!
    Oltretutto a me interessa che un film sia riuscito e non che sia politically correct

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