RIVELAZIONI

Delon Jr: mio padre Alain, un uomo violento

di Valeria Volponi
Duro atto d’accusa alla famiglia. Parla il figlio più giovane dell’attore francese.

Alain Delon e il figlio Alain Fabien.

La somiglianza è impressionante: gli occhi penetranti, i gesti, quell’aria tenebrosa e un po’ maledetta che tanto ha fatto amare il padre, Alain Delon. Ma a leggere i contenuti dell’intervista rilasciata a Vanity Fair, sembra proprio che Alain-Fabien, il figlio più piccolo dell’attore francese, diciottenne, dall’ingombrante presenza del padre prenderebbe volentieri le distanze.
UN DEBUTTO DISCUSSO
Alain-Fabien è salito alla ribalta in questi giorni dopo l’annuncio della presentazione al Festival di Cannes 2013 del suo primo film, Les rencontres d’après minuit, per la regia di Yann Gonzalez. E già si preannunciano polemiche. Delon recita infatti nel ruolo di un adolescente in fuga dalla famiglia, al fianco di Eric Cantona e Béatrice Dalle: «È la storia di una coppia libertina che sfida la noia e la routine a colpi di orge a base di sesso, alcol e droga», racconta Alain-Fabien, aspirando una boccata da una sigaretta elettronica. «Gli incontri vengono organizzati nella casa borghese della coppia. Tra gli ospiti habitué ci sono la cagna (Julie Brémond), lo stallone (Eric Cantona) e la star (Fabienne Babe). Finché un giorno mi unisco al gruppo: un adolescente alla prima esperienza».
Delon jr. precisa che ciò che succede nella finzione non è tanto diverso dalla sua vita. «Non pratico sesso estremo, ma sono un ragazzo in fuga, proprio come il personaggio che interpreto: in fuga da una famiglia che non mi ama e non mi dà un soldo. Non ho fissa dimora, il mio conto in banca è vuoto. Eppure sono il figlio della più grande star del cinema francese: un uomo ricco che mi ha abbandonato».
ABBANDONATO DALLA FAMIGLIA
E da qui, come se si fosse aperto un vaso di Pandora, inizia la confessione, a tratti scioccante: «Più che una famiglia, i miei genitori sono stati da sempre i miei peggiori nemici. Non ho mai avuto una vita normale, e forse non l’avrò mai. Da un anno sono maggiorenne, e sto cercando in tutti i modi di trovare la mia strada lontano da loro. Per questo spero che la grande famiglia del cinema mi accolga, mi dia una dignità e i mezzi per vivere. Altrimenti, giuro che mi ammazzo».
UN PADRE VIOLENTO E ANAFFETTIVO
Gli episodi che ricorda il giovane Delon sono inquietanti. La violenza come regola, si direbbe, contro tutti: «A mia madre ha rotto otto costole e fratturato il naso un paio di volte. Ma se lo è meritato: ogni volta che vedevo la violenza accanirsi su di lei, pensavo che Dio la stesse punendo per la sua cattiveria. Del resto, Alain Delon non è stato violento solo con mamma: io e mio fratello Anthony sappiamo fino a dove può arrivare la sua crudeltà. Un giorno, avevo preso di nascosto la sua moto, e sfortunatamente ebbi un incidente. Mi ruppi un ginocchio e tutte le dita del piede destro ma lui, vedendomi arrivare zoppicante e stravolto dal dolore, mi prese a bastonate. Era una furia. Altre volte, la sua ira si è riversata su di me anche se non c’entravo niente, solo perché qualcosa gli era andato storto».
UNA MADRE CINICA E CALCOLATRICE
Inutile pensare a una difesa da parte della madre, Rosalie Van Breemen: «Mia madre? Non me ne parli. Basta leggere il libro che ha scritto. Dà consigli alle donne su come far fallire un matrimonio e riuscire a trasformare il divorzio in un buon affare. Per lei i rapporti umani sono questo. Non voglio entrare nei dettagli, le dico solo che mio fratello Anthony, nonostante quanto ha subito da nostro padre, non ha mai alzato un dito sui suoi figli. Mamma invece no: ha avuto, a sua volta, una madre terribile, e ha ripetuto sui figli tutto quello che aveva vissuto da bambina, trasformando la nostra vita in un inferno».

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Publicato in: Gallery Argomenti: , , Data: 20-02-2013 12:11 PM


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