Passioni

Nelle loro scarpe

di Daniela Uva
Chi sono gli artigiani parigini che vestono i piedi di Kylie Minogue, Michelle Pfeiffer e delle ballerine del Moulin Rouge.

Che cosa hanno in comune Kylie Minogue, Michelle Pfeiffer e le ballerine del Moulin Rouge? Per scoprirlo dovete guardare in basso, e mettervi nelle loro scarpe. Dietro alle calzature delle dive c’è l’arte antica e sapiente portata avanti da un atelier di Parigi la Maison Clairvoy. Si tratta di un calzaturificio che ha saputo mescolare l’arte antica delle scarpe cucite a mano con la modernità. E ha letteralmente rubato il cuore della cantante australiana, che adesso in scena usa solo le scarpe made in Parigi. Ma come lei sono molte le star anche di Holliwood che hanno deciso di farsi prendere le misure.

Nicolas Maistriaux, uno degli artigiani della Maison Claivoy che è nata a Parigi

Nicolas Maistriaux, direttore della Maison Clairvoy che è nata a Parigi nel 1945 a pochi passi dal Moulin Rouge.

LA TRADIZIONE CONTINUA DOPO L’ADDIO DEL FONDATORE
Fondata nel 1945, alla Maison si respira ancora la tradizione. E non è cambiato quasi niente. A partire dall’indirizzo: un piccolo edificio al numero 17 di Rue Fontaine, a pochi passi dal mitico Moulin Rouge, che è sempre rimasto lo stesso. Nonostante la sua clientela così particolare, questo atelier ha cominciato la sua attività come un semplice negozio di scarpe. Il suo fondatore, Edouard Adabachian, creava calzature su misura, dedicate quasi sempre a facoltosi clienti privati. La svolta è arrivata nel 1960, quando la Maison ha cominciato a specializzarsi nelle scarpe destinate al teatro. Che oggi, insieme con il cinema, rappresenta l’80% del business. Ovvero delle 400 paia di scarpe e stivali che l’azienda produce ogni anno. I discendenti di Abadachian hanno venduto l’azienda al Moulin Rouge nel 2006, ma da allora poco è cambiato. Il negozio è ancora una via di mezzo fra una boutique e un teatro museo, con le foto firmate dagli artisti famosi appesi a ogni pezzo libero di parete e un costume da can-can a dare il benvenuto agli avventori.

Le scarpe della Maison Clairvoy sono rigorosamente cucite a mano e seguono la forma del piede

Le scarpe della Maison Clairvoy sono rigorosamente cucite a mano e seguono la forma del piede della cliente.

DAL CABARET AL ROCK PASSANDO PER HOLLIWOOD
Sul pavimento della Maison c’è un grande tappeto rosso, che evoca il mondo del cabaret . «Qui sopra i ballerini di tip tap provano le scarpe», ha spiegato al Daily Mail Nicolas Maistriaux, l’attuale direttore della Maison Clairvoy. Secondo il 35enne dirigente, la Maison impiega ben cinque calzolai per produrre un paio di scarpe artigianali su misura. Una sola coppia di calzature può richiedere fra le 20 e le 60 ore di lavoro. Perché queste scarpe non sono solo belle. Sono perfette per ballare. Come sa benissimo Kylie Minogue, che in scena non se ne separa mai. Grazie all’attenzione di Clairvoy per i dettagli, i ballerini sono sempre al sicuro. I lacci, per esempio, sono studiati appositamente per il can-can e rendono le gambe più affusolate.

Le scarpe della Maison Clairvoy sono indicate per ballare

Le scarpe della Maison Clairvoy sono indicate per ballare. Lacci e zip sono fatti apposta per tenere salde le caviglie.

FATTE PER FAR BALLARE, ANCHE GLI UOMINI
La zip presente sul lato dello stivale, invece, aiuta a tenere ben salde le caviglie. Mentre i talloni sono studiati per ridurre al minimo traumi e shock da impatto. Così la clientela si è allargata, anche agli uomini. La prova è che l’ultimo appassionato è Jean Dujardin , protagonista candidato all’Oscar con il film muto The Artist che per girare Lucky Luke ha usato proprio queste calzature. «Abbiamo modificato l’interno dello stivale per rendere più facile per l’attore apparire con le gambe storte come Luke», hanno rivelato dalla Maison. Che per la Minogue, invece, ha inventato un tacco 10 che la lascia ballare come fosse scalza. Tutto perfetto insomma. A parte il prezzo. Un paio di queste scarpe può costare tra 1.400 e 1.700 euro. Mentre quelle su misura da uomo possono toccare quota tremila. Insomma, non proprio per tutti.

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Publicato in: Look Argomenti: , , , , , Data: 29-04-2014 08:00 AM


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