Polemiche

Bernardini De Pace attacca Bova?

di Roberta Caffaratti
Nella rubrica su Il Giornale l'avvocato divorzista scrive a un genero fedifrago. E tira fuori un odio sospetto.
Anna Maria Bernardini De Pce è autrice di una rubrica di lettere aperte all'altro sesso per tutto il mese di agosto s Il GIornale.

Anna Maria Bernardini De Pace è autrice di una rubrica di lettere aperte all’altro sesso per tutto il mese di agosto su Il Giornale.

Una rubrica fissa per tutto il mese di agosto con un unico tema: scrivere lettere aperte all’altro sesso. Autrice l’avvocato matrimonilista Anna Bernardini De Pace.  L’idea in apparenza innocua avuta dal direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, si è trasformata in un’arena da regolamento di conti.
Già perché l’avvocato alla seconda settimana non si è fatta sfuggire l’occasione di scrivere una lettera a un genero ipotetico che tanto di fantasia non sembra essere. Se poi ci mettiamo che Bernardini de Pace è l’ex suocera di Raoul Bova che ha mollato la figlia Chiara, dopo 13 anni di matrimonio e due figli, per la ventiseienne attrice, Rocío Muñoz Morales, il gioco degli equivoci è servito.

CARO GENERO QUANDO DEI DIVENTATO DEGENERO?
La rubrica è equivocabile: «Caro genero, mi sai indicare il momento in cui da genero devoto sei diventato degenero? Forse quando hai giurato sulla tua bambina che non avevi tradito mia figlia, o quando, molto tempo prima, in segreto, l’avevi già tradita? O giorno per giorno, progressivamente, quando hai cominciato a snocciolare bugie, a trascurare la famiglia, a lamentarti di ogni cosa, a fingere una crisi esistenziale? O ancora prima, quando hai deciso di sposarti senza conoscerne le responsabilità?» recita l’incipit. Ed è solo l’inizio. Perché Bernardini De Pace nella lettera al genero che tradisce la moglie inanella una serie di «coincidenze» che sembrano richiami a Bova.

UN’INVEZIONE LETTERARIA PIENA DI COINCIDENZE
La lettera pubblicata da Il Giornale è pura letteratura, ed è di fatto lo sfogo di una suocera immaginaria contro il genero traditore, immaginario pure lui. Ma ci sono alcune coincidenze che fanno pensare a riferimenti personali, anche se Berbardini De Pace inserisce particolari per distrarre il lettore. Come il fatto che questo genero ha una bimba – Roul e Chiara hanno due figli maschi – e la suocera dice: «Vi ho curato la bimba ogni giorno finché tu non hai guadagnato abbastanza per permetterti finalmente una tata».
Ma il dubbio che Bernardini De Pace possa essersi immedesimata nel ruolo della suocera inviperita resta. Come quando accusa il (de) genero di scaricare sulle spalle della moglie «opprimente» la cause della separazione. «Tutte cazzate. Menzogne opportunistiche che dimostrano anche la tua irriconoscenza verso tua moglie» si legge nella lettera aperta.
Ma è soprattutto quando scrive della scappatella con una ragazza molto più giovane che i toni si alzano e il riferimento a quanto vissuto dalla figlia verosimile: «Prima di slacciarti i pantaloni fuori dalla tua casa, hai pensato che impatto avrebbe avuto questa patetica scena nella vita della tua famiglia?» si chiede la suocera. E arriva a una conclusione amara: «La tua vita sembra trovarsi a suo agio nella palude piagnucolosa e frivola in cui l’hai collocata. Ma sono certissima che non vivrai mai più sereno senza la famiglia che hai svenduto ai tuoi capricci».

Raoul Boca e Chiara Giordano ai tempi del loro matrimonio.

Raoul Bova e Chiara Giordano ai tempi del loro matrimonio.

PERDONARE? MAI NON SAREBBE COERENTE
E al (de) genero non si lasciano grandi speranze. Non c’è la possibilità del perdono, per esempio. ««Per donare», cioè; farti un regalo: Perché? Perché l’hai tradita? Perché hai abbandonato vostra figlia? Sarebbe folle e masochista, non invece coerente e onesta com’è».
E guai a pensare di tornare indietro. «L’amore di tua moglie per te è morto. Ammazzato da te, dalle tue bugie, dalla viltà, dai dolori generosamente inferti come colpi di maglio su di un bambino allegro e giocoso» si legge nella lettera aperta che chiosa con una stoccata sulle qualità anche sessuali nel genero fedifrago. «Non hai né fegato né cuore» conclude la lettera della suocera adirata. «La tua forza, anche sessuale, dura per il tempo di uno spot. Sei un uomo a breve termine di conservazione. Scaduto». Insomma, niente più che uno yogurt.

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Publicato in: Amori Argomenti: , , , , Data: 11-08-2014 12:51 PM


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