Protagonisti

Il candidato sono io

di Roberta Caffaratti
Dieci cose da sapere sulla serie con Filippo Timi. Che ammazza la politica.

Quasi un milione di spettatori e tante polemiche. Il Candidato – la serie (ogni martedì alle 23,50 su Raitre, alla fine di Ballarò) per Carlo Freccero, alla guida del Roma fiction Festival e maitre à penser della tivù italiana, è un prodotto geniale. Per buona parte della critica, invece, è un prodotto banale fin dalla trama: l’ascesa dell’anonimo postino Piero Zucca (Filippo Timi) che vince le primarie per sbaglio e si trova candidato alla presidenza del Consiglio.
Tutta made in Italy, la fiction è confezionata da Cross Productions (Magnolia fiction) in collaborazione con Raifiction, per la regia di Ludovico Bessegato, che è anche produttore creativo di Cross Productions. Ecco dieci curiosità sulla serie.

Filippo Timi è Piero Zucca in corsa, suo malgradol alla presidenza del Consiglio.

Filippo Timi è Piero Zucca in corsa, suo malgrado, per la presidenza del Consiglio.

1. LA SERIE È STATA GIRATA IN 12 GIORNI  A ROMA
È stata girata interamente a Roma in un centro direzionale e nei suoi dintorni. Sono 20 puntate della durata media di sette minuti. Sono state girate in 12 giorni, una media di quasi due puntate al giorno. Alla lavorazione degli episodi hanno preso parte una quarantina di persone tra attori e tecnici.

Filippo Timi nella prima puntata de Il Candidato vince le primarie per caso.

Filippo Timi nella prima puntata de Il Candidato vince le primarie per caso.

2. L’IDEA È PRESA DAL FRANCESE HENAUT PRESIDENT
Chi è a caccia di confronti con l’attualità politica italiana resta deluso: l’idea della serie risale a 5 anni fa, quando il regista e produttore Ludovico Bessegato ha scoperto per la prima volta la fiction francese Henaut President, ovvero il format da cui il Candidato è tratto. L’idea era di raccontare la campagna elettorale di un idiota, in pillole da 5 minuti.

Lo staff del Candidato al lavoro. Da sinistra

Lo staff del Candidato al lavoro. Da sinistra, Filippo Timi, Flavio Furno, Lunetta Savino, Bebo Storti e Marina Rocco

3. PRIMA DEL CANDIDATO C’È STATA UNA SERIE WEB PORNO
Nel 2009 però nessuno ha preso in considerazione il Candidato. Le cose sono cambiate due anni dopo quando Bessegato ha portato al successo web la serie Kubrick – Una Storia porno, che prende in giro in maniera comica e sarcastica il mondo del porno. È il 2012. Bessegato si rimette a lavorare sul Candidato per farne una serie web insieme con il produttore Rosario Rinaldo. E ha coinvolto subito Filippo Timi e Lunetta Savino.

Lunetta Savino è una spietata spin doctor. L'attrice è stata coinvolta fin dall'inizio nel progetto della serie.

Lunetta Savino è una spietata spin doctor. L’attrice è stata coinvolta fin dall’inizio nel progetto della serie.

4. ALLA SCENEGGIATURA C’È LA BUONCOSTUME
Gli sceneggiatori sono gli stessi della serie Kubrick. Si fanno chiamare la Buoncostume, sono quattro attori e autori (Carlo Bassetti, Simone Laudiero, Fabrizio Luisi, Piermario Tamburini). Rai Fiction, così come Raitre, è entrata nel progetto dopo avere visto il pilota.

Lucia Mascino

Lucia Mascino, a destra, con Filippo Timi.

5. LUCIA MASCINO DA MAMMA IMPERFETTA A MOGLIE DEL CANDIDATO
Per la moglie del Candidato c’è Lucia Mascino, che è abituata alle webserie che diventano successi televisivi. È stata protagonista per due stagioni di Una mamma imperfetta scritta e diretta da Ivan Cotroneo, prodotta da RCS, Indigo Film, Rai Fiction.

6. BORIS E PETER SELLERS I RIFERIMENTI COMICI
Chi pensava che Il Candidato – la serie fosse la copia di House of Cards con Kevin Spacey è rimasto deluso. Il riferimento della serie italiana è la comicità di Peter Sellers e le serie americane situazionali comiche come Veep, Scrubs, I Simpson. Fino al nostro Boris.

Maccio Capatonda è

Maccio Capatonda è Feffo che imita il candidato Zucca visto che nessuno lo fa.

7. MACCIO CAPATONDA È LA MACCHIETTA, MASSIMO GHINI L’ANTAGONISTA
Massimo Ghini è il candidato premier per la coalizione progressista, antagonista di Zucca. Nella serie c’è anche Maccio Capatonda che impersona Feffo, il comico reclutato per imitare Zucca, perché ogni very important person ha qualcuno che lo imita.

Ivana Spagna

Ivana Spagna impersona se stessa nella serie ed è autrice e cantante dell’inno per la campagna elettorale.

8. IVANA SPAGNA CANTA L’INNO
La cantante Ivana Spagna impersona se stessa ed è l’autrice dell’inno per la campagna elettorale del presidente Zucca.

9. NESSUN CANDIDATO VERO HA ISPIRATO ZUCCA
Non ci sono politici veri dentro il personaggio Zucca. Gli autori lo hanno pensato come un pupazzo nelle mani dello staff di spregiudicati e cinici esperti della comunicazione (Lunetta Savino, Antonio Catania, Christian Ginepro, Marina Rocco, Flavio Furno, Fabrizio Luisi), convinti che un buon candidato possa essere fabbricato su misura.

10. LA PRIMA SERIE SULLA POLITICA ITALIANA
Il Candidato è di fatto la prima serie sulla politica italiana. Ma non è il primo esperimento sulla politica di Ludovico Bessegato: nella sua produzione Le cose Brutte (migliore serie web al Roma web fest 2013) c’è un episodio dal titolo Arancia Democratica (guarda video)- e di nuovo Stanley Kubrick incombe – che è un mix di sarcasmo e sadismo con riferimenti precisi, questa volta sì, a destra e sinistra italiane.

 

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Publicato in: Red carpet Argomenti: , , Data: 30-09-2014 06:26 PM


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