Dislessia hollywoodiana

di Antonella Scutiero
Jennifer Aniston ha scoperto a 20 anni di soffrire del disturbo. Ecco le altre che l'hanno confessato.
Jennifer Aniston.

Jennifer Aniston.

«Pensavo di essere stupida, e invece ero solo dislessica». A dirlo è Jennifer Aniston, sugli schermi con Cake. L’attrice statunitense ha rivelato a Hollywood Reporter di aver scoperto solo intorno ai vent’anni di soffrire del disturbo dell’apprendimento: una rivelazione che, anziché spaventarla, l’ha fatta sentire sollevata perché ha potuto comprendere alcuni degli episodi più drammatici della sua infanzia.

PENSAVA DI NON ESSERE INTELLIGENTE
«L’unica cosa che sapevo era che stavo andando a farmi prescrivere un paio di occhiali. Ho dovuto indossare questi occhiali da Buddy Holly, uno con la lente blu l’altro con la lente rossa, ho dovuto leggere qualcosa e poi mi hanno fatto un quiz sul testo che avevo appena letto. Dovevo rispondere a 10 domande e penso di aver risposto correttamente soltanto a 3 di queste», ha raccontato la 45enne ex moglie di Brad Pitt. «Poi mi hanno messo un computer davanti agli occhi e mi hanno mostrato cosa fanno i miei occhi quanto leggo. I miei occhi saltano quattro parole, poi tornano indietro di due, ho pure un occhio pigro, leggermente strabico e in foto devono sempre correggermelo. Ho pensato di non essere intelligente. Poi ho fatto questa grande scoperta e sono stati spiegati in un colpo tutti i miei traumi ed i drammi infantili».

 

Keira Knightley.

Keira Knightley.

KEIRA AIUTATA DALLA LETTURA
La star di Friend è solo l’ultima ad aver rivelato di soffrire di questo disturbo (scopri qui i vip che hanno invece difetti fisici congeniti). Prima di lei c’era stata, per esempio, Keira Knightley, cui la dislessia era stata diagnosticata intorno ai 6 anni. E fu aiutata dalla lettura. «Mia madre, che ha lavorato con Emma Thompson a Ragione e Sentimento mi diede una copia della sceneggiatura scritta da Emma», ha raccontato l’attrice nel 2012. «Io ero – e sono – dislessica, ma il testo mi prese così tanto che dissi: ‘Se Emma Thompson non fosse riuscita a leggerlo, avrebbe lottato per farlo, quindi anche tu devi iniziare a leggere, perché questo è quello che farebbe Emma Thompson’».

Whoopi Goldberg.

Whoopi Goldberg.

WHOOPI ABBANDONÒ GLI STUDI A CAUSA DEL PROBLEMA
Anche Whoopi Goldberg, l’indimenticata interprete di Sister Act, ha dovuto fare i conti con il disturbo: a scuola ebbe sacco di difficoltà, ma non ha saputo di essere dislessica fino all’età adulta. Fu il suo problema a indurla ad abbandonare gli studi a 17 anni, dopodiché si dedicò completamente, e con successo, alla recitazione.

Cher.

Cher.

CHER COME AGATHA CHRISTIE
Una storia simile quella della 68enne cantante e attrice Cher, che a scuola ebbe notevoli problemi a leggere e scrivere: era dislessica, ma non lo sapeva, anche perché a quei tempi il disturbo era assai poco conosciuto. Un altro esempio? Agatha Christie, forse la più celebre giallista di tutti i tempi. Incredibile se si pensa che dalla sua penna sono usciti personaggi e storie indimenticabili.

Orlando Bloom.

Orlando Bloom.

ANCHE NAPOLEONE E EINSTEIN ERANO DISLESSICI
Dislessici sono o sono stati anche gli attori Robin Williams, Orlando Bloom, Anthony Hopkins, Tom Cruise, il regista Steven Spielberg, atleti come Muhammad Alì, lo stilista Tommy Hilfiger, artisti come Pablo Picasso e Andy Warhol, il cantautore John Lennon, gli scrittore Lewis Carroll e Francis Scott Fitzgerald, gli scienziati Albert Einstein e Alexander Graham Bell, statisti come Napoleone e Winston Churchill.

COLPISCE SOPRATTUTTO I MASCHI
La dislessia è un disturbo dell’apprendimento di lettura e scrittura che, si stima, solo in Italia colpisce il 3,5% degli alunni delle elementari, soprattutto maschi. Purtroppo è ancora poco conosciuta, benché si calcoli che riguardi almeno 1.500.000 persone. I primi segnali in genere arrivano in prima elementare. I genitori si allarmano perché il bambino non sa leggere, o scrive con difficoltà, o non riesce a compiere calcoli e imparare le tabelline. Ma, contrariamente a quanto si può credere, non è causata da deficit cognitivi, né da problemi ambientali o psicologici, né da deficit sensoriali o neurologici. Quindi i bambini non vanno aggrediti, né sottovalutati. «Il loro cervello lavora diversamente. E la loro difficoltà nell’apprendere viene spesso male interpretata», spiega Enrico Ghidoni, neurologo dell’Aid, l’associazione italiana dislessia.

INVERTONO LE LETTERE QUANDO SCRIVONO
Gli errori caratteristici nella lettura o la scrittura sono l’inversione di lettere e di numeri o la sostituzione di lettere, la difficoltà ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell’anno, la confusione nell’esposizione orale.

È UN DISTURBO NON UNA MALATTIA
La dislessia è un disturbo, non una malattia. E quindi non si guarisce, ma si può fronteggiare. L’approccio sbagliato è costringere chi ne è afflitto a leggere, che è la cosa che gli riesce più difficile. Oggi esistono software in grado di leggere al posto del bimbo, cd rom multimediali e audiolibri per apprendere senza la lettura. L’altra faccia della medaglia è che spesso i bambini dislessici sviluppano una maggiore creatività rispetto a chi non è afflitto da questo disturbo: ed è questo il motivo, forse, per cui l’elenco di artisti e grandi menti affetti da dislessia è così lungo.

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