Fantasiose

«Ti vesto coi led»

di Caterina Belloni
A tu per tu con Francesca Rosella, fondatrice di Cutecircuit, brand i cui abiti sono capolavori techno.
Ryan Genz e Francesca Rosella.

Ryan Genz e Francesca Rosella.

Quando nel 2008 hanno dovuto chiedere a qualcuno di pensare a come sarà la moda che verrà per la loro esposizione intitolata Fast forward, inventing the future, i responsabili del museo della scienza e dell’industria di Chicago hanno chiamato Francesca Rosella. Le hanno chiesto un’idea e lei e il suo compagno Ryan Genz, fondatori del brand Cutecircuit, hanno realizzato in sei mesi di lavoro il Galaxy Dress, un abito da sera che cambia continuamente colore grazie a 24 mila microled cuciti a mano uno ad uno.

Katy Perry sul red carpet del Met Galà.

Katy Perry sul red carpet del Met Galà.

IL ‘CAPRICCIO’ DI KATY PERRY
Un prodigio che ha conquistato gli spettatori ed è diventato virale. Tanto che anche lo stylist della cantante Katy Perry li ha contattati. «Era venerdì sera» ha spiegato la stilista. «Quest’uomo si è presentato al telefono e ci ha detto che Katy Perry voleva indossare il nostro abito per il Met Galà, perché se ne era innamorata. La richiesta ci ha lusingato, ma gli abbiamo spiegato che era impossibile perché esisteva solo un esemplare – quello del museo – e rifarlo richiedeva sei mesi. A loro, invece, il vestito occorreva per il martedì successivo. Lo abbiamo salutato, ma dopo dieci minuti ci ha richiamato dicendo che Katy non si convinceva e aveva messo il broncio». Alla fine, Cutecircuit un abito per Katy Perry l’ha creato. «Ci abbiamo lavorato per tre giorni di fila, poi, per essere certi che arrivasse a destinazione in tempo e intatto lo abbiamo portato direttamente a New York. Lo abbiamo fatto indossare alla popstar mettendo a punto i dettagli e l’abbiamo accompagnata in auto fino al red carpet. Lei, che è gentilissima, ci ha invitato a seguirla al Galà, ma io indossavo jeans e sandali e avevo tre giorni di sonno arretrato da smaltire. Così l’ho guardata in tivù».

EIZA-GONZALEZ

VIA DALL’ITALIA NEL 2003
39 anni, la designer romana è rimasta però delusa dall’Italia, che ha abbandonato nel 2003. «Ho studiato all’Istituto europeo di design a Roma, – ha raccontato – poi sono stata assunta da Valentino e da Esprit. Il lavoro mi piaceva ma ero attratta da qualcosa di diverso. Così quando ho sentito che Olivetti e Telecom aprivano un centro di ricerca sul design interattivo ad Ivrea, mi sono candidata per una borsa di studio». Dato il curriculum, è stata subito assunta e ha cominciato due anni di formazione e ricerca che sono stati anche qualcosa di più perché nella città piemontese ha conosciuto Ryan Genz, designer americano con la passione per l’antropologia, l’uomo che è diventato il suo compagno di vita e di lavoro. «Purtroppo, come accade spesso in Italia, il centro che era un punto di riferimento a livello mondiale, all’improvviso è stato inspiegabilmente chiuso. Così ci siamo trovati senza sapere cosa fare, con idee innovative che in Italia nessuno voleva considerare. E siamo partiti per Londra». Qui, nel quartiere di Shoreditch, hanno aperto un atelier e cominciato la loro storia.

Hugshirt, la maglia degli abbracci firmata Cuteciruit.

Hugshirt, la maglia degli abbracci firmata Cuteciruit.

L’ABITO CHE CAMBIA COLORE
Tra le prime realizzazioni c’è stata la Hugshirt, la maglia degli abbracci, che attraverso sensori, led e app permette di trasmettere a distanza il calore del tuo abbraccio alla persona che ami e che è lontana. Una creazione super premiata (nel 2006 anche da Time Magazine, come una delle migliori invenzioni dell’anno) e anche molto diffusa. Poi è arrivata una minicollezione di tre abiti, con il vestito che cambia colore, quello che reagisce al movimento di chi lo indossa e si trasforma in tono e sfumature e quello, davvero magico, che si allunga con il passare delle ore. Si indossa corto al mattino per andare in ufficio e per l’ora del cocktail diventa lungo grazie a un sistema ingegnoso di elettromagneti.

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TRA I SUOI CLIENTI GLI U2, I SUBSONICA E LAURA PAUSINI
Led, app, elettromagneti, animazioni sono materie prime della produzione firmata dal brand al pari di seta e chiffon. Tra i clienti di Francesca Rosella figurano parecchie celebrità. Oltre a Katy Perry per cui hanno confezionato altri abiti e una minigonna con schermo e video incorporato, lei e il marito Ryan hanno lavorato per gli U2, disegnato le giacche dei Subsonica su cui scorrevano gli sms e le animazioni dei loro fan e pensato l’abito che ha trasformato Laura Pausini in una fata luminosa nel tour del disco Inedito. «Con lei abbiamo lavorato in tante occasioni. È una persona adorabile e disponbile» ha affermato la stilista.

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LA POCHETTE 3.0 DELLA REGINA
Nel futuro di Cutecircuit ci sono tante idee e progetti. Come la creazione della prima linea di scarpe sportive ‘animate’ per un grande marchio internazionale, il rilancio della minigonna che si illumina e si trasforma diffondendo come scritte sul tessuto i tweet presi dal tuo telefonino e un nuovo sorprendente show per la fashion week di New York. Pensieri in continua evoluzione, come i loro vestiti che oltre a essere modernissimi sono anche sostenibili visto che non serve avere 100 gonne se una sola cambia e si trasforma grazie a 20mila frasi e animazioni diverse. In Inghilterra guardano alla coppia di Cutecircuit come agli ambasciatori della ‘tecnologia da indossare’, capaci di sposare i nuovi strumenti di comunicazione e lo stile italiano con un’abilità tale da aver stregato, ultima in ordine di tempo, anche la regina della Malesia. Nel suo guardaroba, infatti, è presente una pochette che ‘parla’ con il linguaggio dell’informatica.

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Publicato in: Look Argomenti: , , , , , , , , , , Data: 11-05-2015 04:52 PM


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