«Che belva è Almodovar»

Francesca Neri si racconta in un'intervista. E del regista spagnolo dice: «È un uomo che sa farti molto male: prima era il mio dolce confidente, poi è diventato aggressivo. Cambiò all'improvviso, mi sentii tradita».

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Ha 51 anni Francesca Neri, un fascino invidiabile, una carriera di successi e qualche sassolino nelle scarpe.
Che ha deciso di togliersi raccontandosi come un libro aperto in un’intervista pubblicata sul Fatto Quotidiano.
Ha lavorato con decine di registi: Monicelli era «soprattutto cattivo», Trosi «fragile e schivo», Verdone «paranoico». Ma le parole più dure sono quelle rivolte a Pedro Almodóvar.

«PEDRO PUÒ FARTI MOLTO MALE»
«Mi scelse e mi fece trasferire in Spagna tre mesi prima delle riprese per studiare lo spagnolo. I tre mesi più belli della mia vita. Mi fece stare benissimo. Sei un’attrice, stai per girare con Almódovar, hai nel regista il migliore amico del mondo e in mezzo alla movida di quegli anni, al tavolino di un bar, ti confidi con lui, ti apri e racconti chi sei», ha raccontato.
«Pedro è intelligente e sensibile. Conosce il meccanismo della manipolazione, sa essere duro, può farti molto male. Lui pretende che gli attori si diano completamente e conoscerli a fondo per usarne le fragilità al momento adatto fa parte di un piano che Almdóvar considera necessario al film. Ci sono tanti registi così, soprattutto in Francia. Io per fortuna ne ho incontrati pochi».

UN CONFIDENTE, POI UNA «BELVA»
Nel 1997 la Neri vinse un Nastro d’Argento come miglior attrice in Carne Tremula, film del regista spagnolo. Ma il suo ricordo del regista è tutt’altro che affettuoso: «Pedro era una belva. Era agguerrito, sostituì l’attore protagonista dopo due settimane di riprese. Fermò tutto, comunicò a lui e a noi la sua scelta e poi ricominciò. Con me Almodóvar cambiò atteggiamento all’improvviso, durante le riprese. Era stato il mio primo dolce confidente ed era diventato aggressivo. Non lo riconoscevo più».

«VORREI RACCONTARGLI CHI SONO OGGI»
Un cambiamento che l’attrice ha subito e superato a fatica: «Mi sentii abbandonata. Tradita. Da allora faccio fatica a fidarmi, ad aprirmi, a raccontarmi. Anche nelle interviste. Mi rileggo e non mi ritrovo». Avere rimpianti? Per lei ha senso solo se si tratta di persone di valore come il regista spagnolo, perse di vista da un giorno all’altro. «Professionalmente ci incontrammo al momento giusto, umanamente no. Ogni tanto penso di scrivergli. Oggi sono risolta, mi piacerebbe raccontargli come sono diventata, ma forse lo annoierei e non gliene fregherebbe niente. A lui piace il dramma, Pedro senza dramma non sa stare».

«IL FUTURO DEL CINEMA ITALIANO? NON LO VEDO»
Nel cinema italiano cosa c’è che manca? «Non so dire esattamente cosa manchi e non so rispondere alla domanda, so però che sono un po’ stanca di accontentarmi: da spettatrice e da attrice». «La commedia più che una soluzione per il futuro mi sembra un contentino. Non è una strada, è un sentiero. Non mi interessa. Io il futuro del cinema italiano non lo vedo. Men che mai nelle commedie contemporanee», ha affermato l’attrice, con scarsa fiducia nel destino del cinema italiano.

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Publicato in: Red carpet Argomenti: , , Data: 01-09-2015 12:50 PM


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