«Napoli non è peggio di Roma»

di Silvia Di Paola
Sergio Assisi debutta da regista. Letteradonna.it l'ha intervistato chiedendogli non solo come va la sua carriera, ma anche un parere sulle città più importanti della sua vita.

2012 Giffoni Film Festival: 42th Edition - Day 7La felicità che non c’è. Il sogno che quando non esiste bisogna inventarlo. E Napoli, che c’è e basta. Sono questi i tre ingredienti del film di Sergio Assisi. Per molti è solo un attore tv ma, invece, ha esordito 24enne con Lina Wertmuller, che lo volle in Ferdinando e Carolina e da allora ha spaziato dalla tv al teatro, tanto da potersi permettere oggi un debutto da regista con il film A Napoli non piove mai. A Letteradonna.it ha spiegato i motivi di questa scelta.

mime-attachmentDOMANDA: Perchè proprio ora ha pensato di tentare questa carta?
RISPOSTA: Ho compiuto 43 anni e ho pensato che dovevo provarci, anche perchè a 40 anni in Italia siamo tutti giovani. Avrei voluto fare 12 film. Nel cassetto ho un sacco di materiale per scriverne altri. Me ne hanno fatto fare uno e, per ora, va bene così. Ma l’ho fatto anche perché in battaglia bisogna provarci sempre, soprattutto in momenti di crisi come questo. In molti tendono a deprimersi, a demotivizzarsi, a fermarsi.
D: Quanto c’è di te nel tuo ruolo?
R: I primi film sono sempre molto autobiografici, quindi c’è molto di me. Ma c’è anche tutto il cinema che amo, a partire da Totò. E poi la cabala, l’arte, la musica. Ho scelto il maestro Louis Siciliano Aluei per sintetizzare nella colonna sonora 200 anni di musica napoletana, da Cimarosa a Rossini, con tanto di mandolino e di voci bianche. Diciamo che questo film ha molto di me perché è costruito sul presupposto che tutto è gioco e non bisogna mai prendersi troppo sul serio.
2012 Giffoni Film Festival: 42th Edition - Day 7D: Che tipo di regista pensa di essere?
R: Da attore pensavo che i registi fossero esigenti e  cattivissimi, insopportabili e sempre pronti a gridare. E che io non sarei mai stato così. Ma, rivedendo il montato, mi sono reso conto che ad ogni ciak io gridavo. Incredibile! Così ho capito che anche il regista ha le sue ragioni. In fondo, registi e attori sono entrambi partecipanti di uno stesso gioco.
D: Che tipo di film deve aspettarsi lo spettatore?
R: Un film costruito a partire da Napoli. Adoro il mio paese, e vorrei che l’amore per la propria terra divenisse segno di unità, non di separazione. Non mi piace l’aria che tira in Italia: tutti parlano di campanili e secessioni.
D: Che immagine voleva dare di Napoli?
R: Realistica e fantastica insieme. In continua guerra tra modernità e passato. È una città che vive di un moto ondivago, tra momenti splendidi e momenti bui. Una città che ora è in decadenza ma, come l’araba fenice, risorge sempre. Non mi interessava la Napoli della camorra e della malavita che compare di continuo nei Tg. A Napoli ci stanno anche le persona che costruiscono, sognano, lavorano.
D: Ma che cosa pensa dell’altra Napoli, quella sporca, amministrata male, malavitosa, cruenta?
R: Questo è un momento buio per la città, lo so. Ma non lo è solo per Napoli. Il punto è che città come Napoli, ma anche come Roma, non possono essere amministrate da un solo uomo. Ci vorrebbero persone costruttive che vogliono davvero fare della politica un servizio ai cittadini, che vogliono davvero risolvere i problemi e non solo arricchirsi.
The 4th International Rome Film Festival: 'Oggi Sposi'  Red CarpetD: Perché proprio Roma?
R: Pensando a Napoli non posso non parlare di Roma. Sono un napoletano, ma vivo nella capitale da molto tempo. Allora voglio dire che anche Roma ha vissuto un tremendo declino in questo ultimo ventennio, un po’ come Napoli. Ma a Napoli non mi hanno mai ucciso nessuno sotto casa; a Roma invece mi è successo, a un passo da San Pietro, in pieno centro. Voglio dire che certe cose succedono ovunque in questo periodo di buio, a Napoli come a Roma.
D: Lei fa dire al suo personaggio che «chi sogna ha il dovere di essere da esempio a chi non sogna più». Lei crede nei sogni sopra ogni cosa?
R: Sì. L’essere umano ha bisogno di sogni e di storie per far vivere la fantasia. Moriamo se non sogniamo, moriamo se non riusciamo più a raccontare storie. E poi, come nei sogni, se fai una cosa bella te la porti dietro e la trasmetti ad altri.
D: Chi sono per lei le donne?
R: Esseri del tutto superiori agli uomini, proprio geneticamente superiori. Ma il problema di oggi è che gli uomini non fanno più gli uomini e le donne non fanno più le donne. Le donne vogliono troppo spesso fare gli uomini. Questo è orribile e distrugge ogni equilibrio. Io sono per la difesa dei ruoli nella coppia. Amo le donne emancipate e intelligenti ma anche femminili, cioè che amano giocare con la loro femminilità. E io adoro essere l’uomo, cioè il cretino che si fa manipolare.
DSC_8318 bassaD: Ma c’è un modello estetico di donna che ti attrae più di altri?
R: Un modello no. Io amo l’imperfezione, non la bellezza assoluta cui ci si abitua e che poi non vedi più. Io amo il particolare diverso che distingue una donna dall’altra, il particolare che rende unica una donna.
D: Come vanno i suoi rapporti con la tv?
R: Con la Rai non lavoro da un bel po’ e, se mi chiedi il perché, non lo so. Non è stata una mia decisione. Ma mi hanno chiamato in Mediaset per fare una fiction al fianco di Sabrina Ferilli, dal titolo Rimbocchiamoci le maniche. La vedrete nella prossima stagione. È la storia di una donna normalissima, molto quadrata, che fa il sindaco e vuole fare del bene, vuole fare qualcosa di utile per la società. Io invece sono un marito che fa casini, tra donne, separazioni, figli. Io, come attore, corro dove trovo bei progetti come questo. Con la tv, per un bel po’, non ce ne sono stati.
D: Ma lei che cosa ama vedere in tv?
R: Sembrerà strano, ma, più che le fiction, amo vedere i documentari e i programmi scientifici. Ma anche i programmi scemi che mi fanno ridere. Però non guardo i talent show o i reality. Non per pregiudizio, perché anche quello che non ti piace serve, ma perché non ne ho il tempo. E, se scelgo, scelgo altro.
valentina corti sergio assisi bassaD: Ma a quale mezzo si sente più vicino?
R: Direi al cinema. Ha cambiato la mia vita, quando Lina Wertmuller mi volle per Ferdinando e Carolina. Avevo già fatto tanto teatro, ma quel film ha cambiato tutto e il cinema resta il mio primo amore. Davanti o dietro la macchina da presa, perchè il cinema è sogno. Poi, nel campo della creazione non c’è un traguardo e neanche un obiettivo.
D: Ma lei dove vorrebbe arrivare?
R: Non lo so. E non me lo chiedo. C’è un percorso che coinvolge un po’ tutto. Se proprio devo darmi un obiettivo, è fare solo quello che amo, sempre in questo universo. La mia fortuna starà nel poterlo fare, in un modo o nell’altro. Se avessi ascoltato i miei genitori, che volevano farmi studiare giurisprudenza ad ogni costo, oggi non sarei qui. Per fortuna non ho seguito il loro consiglio. E ho seguito i miei sogni. Ai giovani vorrei dire questo: non ascoltate chi vi dice di non seguire i vostri sogni.
D: Al momento lei non ha una relazione importante con una donna. Non riesce a trovare una donna da amare?
R: Purtroppo no. Ma io aspetto paziente. Aspetto, ma nessuno arriva, perchè la gente è terrorizzata. Anche le donne. Molti, per paura di sbagliare, di perdere ciò che hanno, di prendersi responsabilità, non si buttano in nessun rapporto. Io sarei pronto a buttarmi, vorrei anche dei figli ma, invece, ultimamente mi sono concentrato sul lavoro e basta.
D: Ma potrebbe rinunciare all’amore?
R: No, io sono innamorato dell’amore, e sono fiducioso che troverò la donna da amare. Dico donna perché io amo le donne, ma sono per la libertà e ognuno può amare chi vuole. Però il problema è la paura delle responsabilità, la precarietà totale di tutti noi. Sono le aspettative di oggi che allontanano dall’amore. Oggi tutti vogliono guadagnare molto e subito, le aspettative sono troppo alte e non ci si gode la vita, si disperde anzi il meglio della vita. Che, invece, è un lampo, un gioco da giocare al volo.
D: Il momento più bello e quello più brutto della tua vita?
R: Il momento più brutto, quando è morta mia madre e ho visto in faccia la morte. Quello più bello, quando la Wertmuller mi ha scelto per il suo film. Se posso aggiungere un secondo miglior momento, direi questo che sto vivendo ora con questo mio debutto.

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Publicato in: Red carpet Argomenti: , , , , , , , Data: 23-09-2015 06:19 PM


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