Un canile da vip

Molti membri dello spettacolo hanno protestato per la privatizzazione dei rifugi per animali di Roma voluta dal comune. Ma dal municipio smentiscono tutto: «Restano del Comune che neanche in passato li gestiva direttamente».

154122046-3a3fc70a-4116-4b2f-afa6-1eea2d190737Dopo che il comune di Roma ha deciso la privatizzazione dei canili della capitale, attori, cantanti, presentatori, oltre ai volontari e ai lavoratori dei rifugi per animali, si sono subito mobilitati contro questa scelta. Il motivo? Secondo gli animalisti e i sindacati il futuro dei dipendenti e dei cani presenti nelle strutture comunali.

BANDO VINCENTE
Il bando ponte è stato vinto dalla ditta barese Mapia srl, un’azienda che si occupa di smaltimento rifiuti, disinfestazioni, manutenzione del verde, servizi di pulizia e gestione di canili. Questo non è bastato per evitare che in molti, vip compresi, storcessero il naso. Da Luca Argentero, a Jovanotti, da Giorgio Panariello a Katia Ricciarelli, in molti si sono fotografati con i loro animali domestici o con un cartello in mano per esprimere il dissenso verso la privatizzazione voluta dal comune.


PETIZIONI
Ma la protesta non è finita qui. La onlus Avcpp, che ha gestito a lungo i tre canili, ha presentato l’11 settembre un ricorso al Tar segnalando diverse irregolarità riscontrate nella vittoria del bando: cifre non congrue per il benessere animale e per pagare i servizi professionalizzati richiesti in gara; mancata presenza di un importo fisso e non suscettibile di ribassi per le spese per la sicurezza; clausola di salvaguardia degli operatori non reale; canili messi a gara non dotati di autorizzazioni sanitarie. Inoltre sui 126 dipendenti dei canili, 100 potrebbero perdere il lavoro. La vicenda è arrivata anche in Parlamento con due interrogazioni. Una presentata dalla senatrice Loredana De Petris, capogruppo Sel in Senato, e una da Davide Bordoni, coordinatore Forza Italia Roma.

LA RISPOSTA DEL COMUNE
Intanto a rispondere alle critiche ci ha pensato l’assessore all’Ambiente Estella Marino: «Leggo di proteste contro la privatizzazione. Io sottolineo che non c’è alcuna privatizzazione, i canili restano del Comune che neanche in passato li gestiva direttamente. Il nostro bando-ponte è stato aperto a loro, ma anche agli altri soggetti privati che operano nel settore del benessere degli animali, come prevede la legge regionale. Precedentemente, infatti, avevamo fatto un altro bando aperto solo ad associazioni ed onlus che è stato bocciato dal Tar. Quanto al personale stiamo lavorando per la salvaguardia occupazionale, c’è una clausola di salvaguardia per traghettare i lavoratori da una realtà all’altra».

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