Gli amori impossibili di Pasolini

41 anni fa moriva il grande intellettuale italiano. Era omosessuale, ma nel corso della sua vita instaurò intense relazioni con tre donne: Maria Callas, Laura Betti e Silvana Mauri.

pasolini_callasNella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975, Pier Paolo Pasolini veniva assassinato. Il suo cadavere martoriato venne ritrovato il mattino dopo, gettato nel fango di uno sterrato di Ostia. Il diciassettenne Pino Pelosi venne riconosciuto colpevole dell’omicidio, ma a distanza di anni rimangono tanti, forse troppi, i misteri insoluti e le contraddizioni della ricostruzione ufficiale. Il legale della famiglia parla ancora di «scenari inquietanti» e di «molte cose che non tornano» sull’omicidio di quello che da sempre viene ricordato come l’intellettuale italiano scomodo per antonomasia. Poeta, saggista, regista, acuto osservatore del reale, omosessuale ma grande ammiratore della figura femminile. Secondo Ninetto Davoli, con le donne «ha avuto sempre comunque un bellissimo rapporto», non ritraendole mai come oggetto, ma sempre come soggetto, quasi come «divinità». E, con alcune di queste, Pasolini stabilì dei legami che spesso andavano oltre l’amicizia, ma che non potevano sfociare nemmeno in un amore dichiarato.

(FILES) Picture dated July 1969 of operaMARIA CALLAS
La storia tra la diva e il poeta era una di quelle relazioni che non avrebbe mai potuto essere e che, eppure, è stata. Tra baci rubati dietro le quinte dei set e lunghe e reciproche confessioni, la connessione tra Pasolini e la Callas è sembrata più volte scavalcare i confini dell’amore platonico. In molti, all’inizio, dubitavano che potesse nascere qualcosa che andasse al di là di un professionale rapporto tra regista e attrice. Ma è sufficiente prestare attenzione all’intensità dei primi piani di Medea, che ritraggono una Callas bellissima e terribile, per capire quanto fosse profonda la relazione tra Pasolini e il soprano greco. All’epoca, tra il 1968 e il 1969, venivano entrambi da due delusioni amorose. Lui soffriva per Ninetto Davoli, lei era stata scaricata da Onassis. In quel momento di fragilità e intima sofferenza, i due intrecciarono fin da subito un legame profondo. Tanto che la Callas era convinta che, prima o poi, Pasolini avrebbe rinnegato la propria omosessualità per poter coronare la loro storia d’amore. Ma così non doveva essere. Nel giro di pochi anni, gli impegni di lavoro dell’uno e dell’altra li allontanarono sempre più. E tutto finì.

pasolini_bettiLAURA BETTI
«La storia d’amore più bella e impossibile del cinema italiano»: è stato definito così il rapporto tra Pier Paolo Pasolini e Laura Betti, protagonista della grande stagione cinematografica italiana degli Anni 70 e più volte immortalata dalla macchina da presa del poeta in film come Edipo Re, Ro.Go.Pa.G, La Ricotta, Teorema, Capriccio all’italiana, Porcile, I racconti di Canterbury. I due, ha raccontato Ninetto Davoli in un’intervista, condividevano «un’amicizia fortissima», ma Laura Betti andava oltre quella definizione: lei stessa si definiva come la «moglie non carnale» di Pasolini diventando, dopo l’omicidio, una vedova immaginaria, ma pur sempre vedova. La personalità escandescente della Betti si rifletteva anche in un senso di possesso ed esclusività nei confronti di Pasolini e dei suoi scritti. La relazione dello scrittore con Maria Callas scatenò, ovviamente, la sua gelosia. E, dopo la morte di Pasolini, istituì un fondo a lui intitolato che nel 2004 è confluito nel Centro Studi Pier Paolo Pasolini della Cineteca di Bologna.

mauri_pasoliniSILVANA MAURI
Di questo trittico platonico, Silvana Mauri è forse il personaggio più schivo. Conobbe Pasolini negli anni universitari di Bologna, ma solo qualche anno dopo, quando lui aveva 25 anni e lei 27, i due si ritrovarono a Roma e trascorsero insieme un felice periodo fatto di passeggiate a Trastevere e profonde conversazioni. «I moderni non possono capire ciò che ci ha uniti. Fu una passione unica, irripetibile. La mentalità moderna non può immaginarle certe cose, la passione gratuita per cui tra un uomo e una donna non ci sia immediatamente il sesso»: così la Mauri ha descritto il suo rapporto con Pasolini in un’intervista a Tempi, confessando che per lungo tempo non seppe nulla dell’omosessualità dell’intellettuale, finché non fu lui stesso a rivelargliela, nel 1950. Da quel momento, l’amicizia rimase come in sospeso, ma l’intesa tra i due non venne mai meno.

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Publicato in: Amori Argomenti: , , , Data: 02-11-2016 10:30 AM


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