Primo Oscar ad un'attrice trans?

Chi è Kiki Kitana Rodriguez, l'interprete di Tangerine, che potrebbe essere candidata agli Academy Award. Nata Jeremiah, è passata dalla strada al red carpet.

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Nei suoi giri per il centro LGBT di Los Angeles Sean Baker non aveva immaginato di poter trovare l‘ispirazione per il suo prossimo film, le protagoniste principali ed un intero universo di storie. Il registra ha incontrato Kitana Kiki Rodriguez, 27 anni, quasi per caso. Lei con il suo fare vulcanico lo ha introdotto nelle vite di un gruppo che lei stessa definisce come il più discriminato ed isolato: quello delle donne trans di colore.

UN FILM SULL’AMICIZIA
Ora, Tangerine, film che ha riscosso grande successo nell’ultima edizione del Sundance Festival, potrebbe vedere candidate all’Oscar le due attrici principali: Kiki, appunto, e Mya Taylor.  Il lungometraggio racconta di Sin-Dee (la Rodriguez) che nel giorno della vigilia di Natale va alla ricerca del suo ex fidanzato e della donna con la quale l’ha tradita. Ad aiutarla c’è Alexandra (la Taylor, di cui l’attrice è amica anche nella vita reale). Filmato a West Hollywood utilizzando tre iPhone, Tangerine non si propone come ritratto sociale ma come storia di un’amicizia che si rafforza nelle difficoltà.

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IL SOGNO DI UNA VITA NORMALE
Come riportato nell’intervista che l’attrice ha rilasciato al The Guardian, l’esperienza di girare un film l’ha colta impreparata. Cresciuta in Texas come Jeremiah, racconta di aver fatto il suo primo passo verso un’esistenza libera quando ha detto ai nonni, con i quali viveva, di essere gay. Forse, ammette, è stato sbagliato non dire fin da subito la verità.

OBBLIGATA ALLA PROSTITUZIONE DALLA ZIA
La notizia non è stata presa bene, gli anziani parenti hanno deciso di buttarla fuori di casa e la Rodriguez si è ritrovata a vivere con una zia in crisi economica che, per guadagnare su di lei, l’ha obbligata alla prostituzione. «Mi sono poi stancata degli abusi mentali e verbali ed allora mi sono trasferita a Los Angeles, senza avere una fissa dimora». Il desiderio era quello di una vita normale, iniziare la sua transizione e, sopratutto, non vendere più il suo corpo. Così è arrivata al centro LGBT di Los Angeles, dove viene aiutata con la terapia necessaria ad essere, finalmente, Kiki. «Volevo solamente una vita normale. E non ne avevo mai avuto la possibilità, finché non è arrivato questo film».

«NON SONO COME IL MIO PERSONAGGIO»
Lei però è molto diversa dal personaggio che interpreta sul grande schermo. È molto meno irosa, più riflessiva e dolce. Poi ci tiene a sottolineare che l’importanza data all’amicizia è la stessa che vediamo nella pellicola. La sua icona di stile è Audrey Hepburn, ma non manca di citare esempi come Laverne Cox o Caitlyn Jenner, che si fanno portavoce del tema contro la discrimazione delle donne trans.

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Publicato in: Red carpet Argomenti: , , , , , Data: 13-11-2015 03:46 PM


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