La moda si ferma per Parigi

di Enrico Matzeu
Sabato 14 novembre, il giorno dopo gli attacchi, anche il fashion business si è arrestato non solo per ragioni di sicurezza ma anche per un momento di riflessione e per rendere omaggio alle vittime.

FRANCE-ATTACKS-PARIS-SECURITYAnche il mondo dello spettacolo, della musica e dell’arte ha espresso il suo cordoglio per gli attentati terroristici di Parigi per mano dell’Isis di venerdì 13 novembre. Molte personalità hanno commentato con un pensiero sui social network, un gesto o una canzone. I Coldplay, ad esempio, hanno interpretato Imagine di John Lennon; Madonna, commossa fino alle lacrime durante il suo concerto a Stoccolma, ha cantato Like a Prayer. Anche stilisti, giornalisti di moda e griffe hanno espresso la loro solidarietà alla capitale francese. Così, sabato 14 novembre, giorno in cui il presidente francese François Hollande ha dichiarato lo stato d’emergenza, con la chiusura di scuole e musei, anche il fashion business si è fermato, per ragioni di sicurezza certo, ma anche per un momento di riflessione e per rendere omaggio alle vittime.

 

 

I due grandi magazzini più famosi di Parigi hanno così abbassato le saracinesche. Le Galeries Lafayette sabato mattina, anche in seguito di un allarme bomba poi rientrato, ha comunicato via Twitter ai suoi clienti che i negozi di Haussmann e Maine Montparnasse sarebbero rimasti chiusi. I grandi magazzini Printemps, che sono a pochi metri da Lafayette, dopo aver aperto un paio d’ore nella mattina di sabato, hanno deciso di chiudere, comunicandolo sempre via Twitter.

Non se la sono sentita di lavorare neanche i commessi delle boutique di marchi francesi come Kenzo ed Hermés, che sabato 14 hanno preferito chiudere i negozi. Le griffe hanno poi usato Instagram per esprimere la propria vicinanza. Kenzo con una foto nera in segno di lutto, mentre Hermés lo ha fatto con i propri simboli e i colori francesi per ribadire con forza i valori della Francia: liberté, égalité, fraternité.

Pure tra gli stilisti dei marchi francesi (ma non solo) il pensiero social è avvenuto tramite Instagram e con l’ormai diffusissimo hashtag #PrayForParis. Se Nicolas Ghesquiére, direttore creativo di Louis Vuitton, ha messo una foto completamente nera, Alber Elbaz, uscito da Lanvin da qualche settimana e da poco iscritto a Instagram, ha pubblicato un suo iconico disegno per mostrare solidarietà al popolo francese. Riccardo Tisci, designer di Givenchy, ha postato diverse foto all’insegna dell’amore e della pace. Anche l’account di Raf Simons, ormai ex direttore creativo di Christian Dior, ha pubblicato il celebre disegno dell’artista Jean Jullien con la Tour Eiffel all’interno del simbolo della pace, diventata virale in breve tempo.

Anche alcuni rappresentanti della moda italiana si sono espressi subito dopo gli attentati parigini. La direttrice di Vogue Italia, Franca Sozzani, ha pubblicato sul suo profilo Instagram una foto della bandiera francese che sventola in cielo, mentre la modella Bianca Balti, oltre ad aver cambiato l’immagine di profilo con il simbolo della pace, ha pubblicato una foto con la scritta ‘Je suis Paris’, sulla scia del ‘Je suis Charlie’ diffusosi in seguito agli attentati alla redazione di Charlie Hebdo lo scorso gennaio. Lo stilista Stefano Gabbana, invece, oltre ad aver postato il simbolo della pace, ha voluto ricordare anche le vittime dell’attentato di Beirut, sempre compiuto dall’Isis, del 12 novembre, con una foto e la scritta Peace for Beirut.

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