«Scriveva anche durante il calvario»

Secondo alcune testimonianze raccolte dall'Independent, a uccidere David Bowie è stato un cancro al fegato. Ma la star avrebbe avuto, negli anni che ne hanno preceduto la morte, anche sei attacchi cardiaci.
Secondo quanto riferito dal sito Consequence of Sound, l'ultima foto del Duca Bianco sarebbe stata scattata da Jimmy King, suo fidato collaboratore, l'8 gennaio, il giorno del 69esimo compleanno del'artista britannico.

Secondo quanto riferito dal sito Consequence of Sound, l’ultima foto del Duca Bianco sarebbe stata scattata da Jimmy King, suo fidato collaboratore, l’8 gennaio, il giorno del 69esimo compleanno del’artista britannico.

David Bowie, l’artista dai mille volti amato dal mondo intero, se n’è andato perché sconfitto da un cancro al pancreas le cui cellule si erano poi diffuse al fegato. La notizia, non confermata da fonti ufficiali, è emersa da alcune testimonianze raccolte dall’IndependentIvan von Hov, regista dello spettacolo teatrale Lazarus (con cui il cantante collaborava), ha affermato di essere stato messo al corrente della malattia dallo stesso Bowie: «Mi ha detto che non sarebbe riuscito a seguire tutto il progetto. Ma scriveva anche mentre era nel letto di morte, si può dire. Ha combattuto e ha continuato a lavorare come un leone durante tutto il calvario», ha affermato il regista. Wendy Leigh, autrice di una biografia dell’artista uscita nel 2014, ha invece raccontato alla BBC News che la star ha subìto sei attacchi cardiaci prima di morire.

LA PETIZIONE PER DIRE NO ALLA MORTE DEL DUCA BIANCO
Un ammiratore romano di Bowie, Andrea Natella, ha lanciato una petizione su change.org, per raccogliere firme che sostengano la sua Letter to God: Say not to David Bowie Dead (Lettera a Dio, dite no alla morte di David Bowie). «È un modo per pensare che Bowie sia deceduto, come altre star, come un personaggio di fantasia. Inoltre può anche servire per mettere in evidenza quanto siano inefficaci le petizioni online», ha affermato il fan.

UN PIANETA DI NOME BOWIE
Quella promossa da Natella non è stata però l’unica petizione aperta in onore dell’artista. Un altro fan londinese, Danny Rapscallion, ha lanciato una raccolta di firme per chiedere all’International Astronomical Union (unione astronomica internazionale) di cambiare il nome del pianeta Marte in Bowie. «Ha guidato la gente verso le stelle e il cielo notturno, ha aperto le menti. Ci ha dato dato. Un pezzo di galassia in cambio è solo una goccia nell’universo», ha afferma l’autore dell’appello che conta, mentre scriviamo, più di duemila adesioni.

LA POLEMICA DI ADINOLFI
Musicisti, attori, politici ma anche alcuni membri della Chiesa hanno voluto omaggiare il cantante. Come il Cardinale Ravasi, che ha salutato la star citando la canzone Space Oddity sul suo profilo Twitter: un lutto che ha colpito tutto il mondo, senza distinzione di orientamento religioso o politico. Ma non ce l’ha proprio fatta, Mario Adinolfi, a rimandare la polemica. Il giornalista ha voluto dire la sua postando un cinguettìo per lamentarsi dell’interesse dei prelati alla morte dell’artista e del loro silenzio, invece, sul ddl Cirinnà.

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Publicato in: Red carpet Argomenti: , , , , , , Data: 12-01-2016 05:46 PM


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