Femminismo da red carpet

Le giovani donne sono sempre meno sensibili agli appelli delle attiviste del passato. Nell'era dei media pervasivi, sono molto più efficaci le prese di posizione delle giovani star.

neofemministe600Vecchie femministe, fatevi in là. Le giovani donne (chiamatele millennials, se vi pare) non guardano più a voi come gloriosi modelli da imitare ma, piuttosto, come depositarie di una visione del mondo vetusta e rancorosa. Basta pensare al disastro combinato dalle due icone del femminismo Madeleine Albright e Gloria Steinem, infuriate perché le giovani donne americane preferiscono Bernie Sanders alla loro amica Hillary Clinton e capaci di uscirsene con un’affermazione così sessista che nemmeno Donald Trump: «Le ragazze votano Sanders perché vanno dove ci sono i ragazzi». Come a dire, non sono le idee a guidarvi, ma i vostri ormoni.

DONNE CHE CE L’HANNO FATTA
Non c’è da stupirsi, dunque, se le giovani femministe preferiscono volgere i propri sguardi altrove, adottando come role models giovani donne di spettacolo che, tra un premio, un film e un videoclip, lanciano appelli sull’uguaglianza di genere illuminate dalle luci della ribalta. La sensazione è che le millennials siano stufe delle battaglie di principio, e preferiscano prendere come punto di riferimento donne che ce l’hanno fatta, che hanno piegato l’industria (maschilista) dei media al proprio volere e che si sentono finalmente libere di dire quello che vogliono, quando vogliono e contro chi vogliono. Noi abbiamo scelto sette nomi di giovani star under 30 che con i loro appelli hanno ridato slancio alle rivendicazioni di genere. Forse, facendo nascere una forma di femminismo tutta nuova.

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