«L'utero in affitto è un atto d'amore»

Non si placano le polemiche nei confronti della scelta di Nichi Vendola di ricorrere ad una madre surrogata per avere un figlio. La cantante Gianna Nannini si è schierata con lui.

attends a photocall for 'Janis' during the 72nd Venice Film Festival at Palazzo del Casino on September 6, 2015 in Venice, Italy.Nel 2010 Gianna Nannini ha deciso di diventare madre. Da sola. Per far questo, ha sempre sostenuto di essere ricorsa alla pratica dell’ovodonazione, nonostante le perplessità di alcuni ginecologi, secondo i quali non è possibile realizzare una gravidanza in questo modo per donne che abbiano superato i 48 anni. Stando a loro quindi la cantante avrebbe utilizzato la pratica eterologa per avere Penelope. Dopo cinque anni dalla nascita della figlia, in un’intervista a Grazia l’interprete di Bello impossibile si è schierata a favore di Nichi Vendola e del suo compagno (scopri qui come la pensa Vladimir Luxuria): «Quello di Vendola è un atto d’amore che condivido. La pratica del cosiddetto utero in affitto (qui le star che ne hanno fatto ricorso), lecita in America o Canada per esempio, è come se fosse una donazione: ‘Non puoi avere figli, allora lo faccio io per te, te lo offro’. E questo va bene, è accettato, è amorevole», ha dichiarato.

«NO ALLO SFRUTTAMENTO»
Ma non sempre un gesto simile è dettato da una spinta altruista (scopri qui l’esperienza di una madre surrogata). È contro questo che si schiera la Nannini, ossia contro lo sfruttamento dell’utero: «Ci sono coppie che, per poter avere un figlio, vanno in Paesi poverissimi dove donne senza nulla accettano di dare in affitto il loro utero. Per soldi. Ciò è aberrante, ovviamente. Queste donne vanno difese».

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Publicato in: Red carpet Argomenti: , , , , Data: 10-03-2016 12:54 PM


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