Quanto son belli questi David

di Matteo Mazzuca
Dopo anni di letargo, gli Oscar italiani cambiano volto e la cerimonia è addirittura migliore di quella hollywoodiana. Trionfa Jeeg Robot. Red carpet mai così glamour. Tutte le foto e i vincitori.

60. David Di Donatello - ArrivalsCe l’hanno fatta. Ce l’ha fatta Ilenia Pastorelli, che da esordiente ha vinto la statuetta come migliore attrice. Ce l’ha fatta Lo chiamavano Jeeg Robot, altro film d’esordio che ha sbancato portandosi a casa ben sette David. Ma ce l’ha fatta, soprattutto, Sky, che per i David di Donatello 2016 ha deciso di importare la formula patinata della notte degli Oscar, svecchiando una manifestazione che si era ormai trasformata in una parata tanto istituzionale quanto polverosa e stantia. Ma la nuova formula, che strizza l’occhio a un pubblico giovane, ha funzionato. Ed è il segnale che anche l’industria del cinema italiano ha deciso di puntare su un pubblico giovane.

UNA CERIMONIA CHE FUNZIONA
Difficile criticare qualcosa, almeno dal punto di vista dello spettacolo. Alessandro Cattelan si è dimostrato un ottimo cerimoniere: gli è mancato, forse, solo un po’ di ritmo nelle fasi iniziali. Ma i suoi testi hanno funzionato, soprattutto quando ha punzecchiato alcuni degli ospiti presenti in sala («Con i soldi spesi per questo maxischermo ci giravamo tre documentari di Veltroni»). Indovinata anche la scelta di affidare ai The Jackal le gag registrate che hanno inframezzato la cerimonia di premiazione. Sorprendente vedere un Paolo Sorrentino capace di non prendersi troppo sul serio nel segmento di apertura, dove si addormenta guardando la versione estesa de La grande bellezza. A mancare, forse, è stato il pubblico di vip in sala, che troppe volte è stato inquadrato con le mani in mano e gli sguardi un po’ smarriti. Dopo tanti anni di cerimonie soporifere, tutta questa verve deve averli scioccati o, quantomeno, lasciati perplessi.

I VINCITORI
E i premi? Sono tre i film che hanno dominato la serata. Il miglior film è Perfetti sconosciuti, che si porta a casa anche il premio per la miglior sceneggiatura (doppietta analoga a quella di Spotlight). Sono ben sette, invece, i premi vinti dal Tale of Tales di Matteo Garrone. Oltre alla miglior regia, si aggiudica anche fotografia, scenografia, costumi, trucco, acconciature ed effetti speciali. La vera sorpresa (ma mica tanto), per cui tutti facevano il tifo, è però l’exploit di Lo chiamavano Jeeg Robot. Il film di Gabriele Mainetti è stato premiato infatti per il miglior regista esordiente, per il miglior produttore, per i migliori attori protagonisti (Claudio Santamaria e Ilenia Pastorelli) e i migliori attori non protagonisti (Luca Marinelli e Antonia Truppo) e per il miglior montatore. E, visto il trionfo, si conferma ancora più ridicola l’esclusione della pellicola dalla candidatura a miglior film. D’altra parte, ritirando il premio per la miglior regia, Garrone l’ha candidamente ammesso: «Meno male che non c’è Jeeg Robot tra i candidati (Mainetti era candidato come esordiente, ndr).» Prima di lasciarvi all’elenco di tutti i vincitori, ecco la gallery con tutti i look della serata.

Miglior film
Perfetti sconosciuti, regia di Paolo Genovese

Miglior regista
Matteo Garrone – Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Miglior regista esordiente
Gabriele Mainetti – Lo chiamavano Jeeg Robot

Migliore sceneggiatura
Paolo Genovese, Filippo Bologna, Paolo Costella, Paola Mammini e Rolando Ravello – Perfetti sconosciuti

Migliore produttore
Gabriele Mainetti per Goon Films, con Rai Cinema – Lo chiamavano Jeeg Robot

Migliore attrice protagonista
Ilenia Pastorelli – Lo chiamavano Jeeg Robot

Migliore attore protagonista
Claudio Santamaria – Lo chiamavano Jeeg Robot

Migliore attrice non protagonista
Antonia Truppo – Lo chiamavano Jeeg Robot

Migliore attore non protagonista
Luca Marinelli – Lo chiamavano Jeeg Robot

Migliore direttore della fotografia
Peter Suschitzky – Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Migliore musicista
David Lang – Youth – La giovinezza

Migliore canzone originale
Simple Song #3 – musica e testi di David Lang, interpretazione di Sumi Jo – Youth – La giovinezza (Youth)

Migliore scenografo
Dimitri Capuani e Alessia Anfuso – Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Migliore costumista
Massimo Cantini Parrini – Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Migliore truccatore
Gino Tamagnini, Valter Casotto, Luigi d’Andrea e Leonardo Cruciano – Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Migliore acconciatore
Francesco Pegoretti – Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Migliore montatore
Andrea Maguolo, con la collaborazione di Federico Conforti – Lo chiamavano Jeeg Robot

Migliore fonico di presa diretta
Angelo Bonanni – Non essere cattivo

Migliori effetti digitali
Makinarium – Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Miglior documentario di lungometraggio
S is for Stanley – Trentanni dietro al volante per Stanley Kubrick, regia di Alex Infascelli

Miglior cortometraggio
Bellissima, regia di Alessandro Capitani

Premio David giovani
La corrispondenza, regia di Giuseppe Tornatore

Miglior film straniero
Il ponte delle spie (Bridge of Spies), regia di Steven Spielberg

Miglior film dell’Unione Europea
Il figlio di Saul (Saul fia), regia di László Nemes

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