Senza jeans per i rifugiati

Johny Dar, artista americano, ha chiesto a cento celebrità di collaborare all'iniziativa Jeans for Refugees.

Jeans for refugees

Avete sempre sognato di indossare i pantaloni che sono stati nell’armadio di Sharon Stone o Emma Watson? Mani al portafoglio. Adesso è possibile grazie al progetto Jeans for refugees (Jeans per i rifugiati) ideato dall’artista e designer americano Johny Dar che ha chiesto a 100 celebrità di rinunciare ai loro denim preferiti per trasformarli in vere e proprie opere d’arte ready-to-wear da mettere all’asta sul sito Catawiki. L’obiettivo è raccogliere fondi da donare all’International Rescue Committee che quotidianamente supporta e aiuta milioni di profughi in tutto il mondo. I primi 15 pantaloni sono già online, mentre la conclusione della vendita è prevista per il 30 ottobre 2016 in contemporanea a una mostra di una settimana alla Saatchi Gallery di Londra.
A raccogliere l’invito sono stati, tra gli altri, personaggi del calibro di Anna Wintour (direttrice di Vogue America), Claudia SchifferDaniel RadcliffeKate MossLinda Evangelista, P!nkSofia Coppola Victoria Beckham.

ANCHE I RIFUGIATI FANNO SOGNI
«Tutti noi abbiamo sogni per il futuro. I rifugiati si trovano ad affrontare una sfida inimmaginabile, ma non smettono di credere nel loro sogno di una nuova casa e nuovo inizio, neanche dopo aver sperimentato gli effetti devastanti della guerra e della distruzione», scrive l’artista sul suo sito. «L’idea dietro a Jeans for Refugees è quella di diffondere un messaggio attraverso l’arte, creare un cambiamento positivo e dare alle persone il potere di collaborare per un obiettivo comune, dipingendo così un nuovo paradigma che renda il mondo un posto migliore», conclude Johny.

Nella gallery alcuni dei jeans donati dalle celebrities, con le relativi valori stimati.

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Publicato in: Gallery Argomenti: , , , Data: 26-07-2016 04:45 PM


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