Venezia 73, promosse e bocciate

di Enrico Matzeu
Al via la Mostra del Cinema. L'esperta di moda Fabiana Giacomotti dà i voti ai look della star: se Emma Stone passa l'esame a pieni voti, completamente da dimenticare l'outfit di Valentina Lodovini.

Nonostante il party inaugurale sia stato sospeso in rispetto alle vittime del terremoto in Centro Italia (ricordate durante la cerimonia d’apertura dal presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta), l’inizio della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che, come ogni anno, apre settembre all’insegna del cinema e del glamour, è stato all’altezza delle attese. E il primo red carpet, che ha avuto come star assoluta l’affascinante Emma Stone, protagonista del film in concorso La La Land del regista Damien Chazelle, ha regalato molte emozioni e tanti look da ricordare.

L'attrice Emma Stone in Atelier Versace.

Emma Stone in Atelier Versace.

L’ELEGANZA DI VENEZIA
Sì perché Venezia è così, un magnifico teatro in cui va in scena anche la moda e la Laguna. «Si conferma il festival più elegante, anche rispetto a Cannes, che invece è più un grande mercato, spesso di carni umane, come abbiamo visto nell’ultima edizione con Bella Hadid, che non ho trovato né divertente, né elegante», ha detto a LetteraDonna la giornalista e scrittrice Fabiana Giacomotti. Sul tappeto rosso si sono viste un’allure e un’eleganza pacata che ormai mancano da tempo nelle occasioni pubbliche. «Venezia è il festival cinematografico più antico al mondo e devo dire che anche la selezione dei film in gara, scelti dal direttore artistico Alberto Barbera, rispecchia questa raffinatezza». Secondo Giacomotti questa edizione è destinata a essere sottotono e senza grandi scandali, visto il terremoto. «Ma non si cambiano le cose cancellando una festa. Non credo che Venezia 73 debba diventare un momento di penitenza, basta fare le cose con un po’ di buon gusto e di buon senso».

L'attrice Anna Safroncik in Alberta Ferretti.

Anna Safroncik in Alberta Ferretti.

UNA VETRINA PER LE GRIFFE
La settima arte è sì la protagonista assoluta, ma anche la moda ha la sua fetta di popolarità e, se i registi e gli attori si vedono in prima linea, gli stilisti che vestono le star sono quasi invisibili. Anche se in realtà sempre più presenti: «Ad avere la meglio in questi ultimi anni sono stati sempre Giorgio Armani, Alberta Ferretti e Versace, che vestono quasi tutte le dive del festival». D’altra parte, manifestazioni di questo genere si stanno trasformando in grandi vetrine per le griffe, con le attrici si sono ormai sostituite alle modelle, perché riescono ad arrivare di più rispetto a una campagna pubblicitaria tradizionale. «Attorno alle celebrità c’è un grande traffico di pr e stylist, che ormai impongono loro i look. Mi chiedo come facciano poi queste donne a vestirsi nella quotidianità, sempre abituate a qualcuno che sceglie per loro», ironizza Giacomotti. Adesso, anche moltissime modelle e blogger frequentano i tappeti rossi, alla ricerca di flash: «Capita di veder ‘rimbalzare’ tanta gente, sempre più spesso. Ci sono molte socialite che fanno di tutto per mettersi davanti agli obiettivi e posso assicurare che molti fotografi scattano a vuoto».

Sonia Bergamasco, madrina di Venezia 73 in Giorgio Armani.

Sonia Bergamasco, madrina di Venezia 73, in Giorgio Armani.

I LOOK AZZECCATI
La 73esima edizione è partita alla grande, almeno sul piano dello stile. La madrina di quest’anno è l’attrice italiana Sonia Bergamasco, «perfetta in un abito di Giorgio Armani color champagne, che era giustissimo per la sua carnagione. Promossi anche i capelli raccolti». Un’altra donna ad aver illuminato la scena, letteralmente, è stata Emma Stone, avvolta in un vestito verde acqua metallizzato di Atelier Versace: «Un abito meraviglioso indossato da una ragazza di estrema intelligenza. Perfetto il collo e i capelli laccati, che solo lei può permettersi così». Impeccabile anche Barbara Palvin in un long dress con strascico bianco firmato Alberta Ferretti. La stilista si è occupata anche dell’outfit di Anna Safroncik con una creazione in giallo con i dettagli neri: «Il colore più difficile al mondo, ma devo dire che su di lei sta molto bene. È bella, anche se io avrei evitato la scarpa nera, perché si rischia troppo l’effetto ape». Equilibrata anche Cristiana Capotondi, «una di quelle donne che sa vestirsi anche senza stylist, perché è decisa e ha capacità di selezione. Il Miu Miu che ha indossato le stava benissimo ed ha azzeccato anche la scelta di non mettere il collier, perché così ha slanciato il collo».

La fashion blogger Eleonora Carisi in Ashi Studio.

La fashion blogger Eleonora Carisi in Ashi Studio.

GLI SCIVOLONI
Ci sono però anche gli erroracci, quei look da mettersi le mani nei capelli. E Giacomotti non ne risparmia una. A partire da Anita Caprioli, che «ha sbagliato a indossare quell’abito, perché il rosso le sta malissimo e la scelta delle scarpe chiare è pessima». Tra le tendenze c’è il ritorno del monospalla, scelto ad esempio da Antonia Liskova in verde petrolio: «Alquanto banale. Forse non aveva nulla da mostrare e ha scoperto la gamba con lo spacco». La blogger Eleonora Carisi, invece, in Ashi Studio «ha sbagliato completamente le proporzioni e la lunghezza dell’abito. Tutte quelle onde del vestito, riprese anche dall’acconciatura da sciura non vanno assolutamente bene. Neanche le scarpe sono adatte a quel look». L’attrice Gemma Arterton, giurata per il premio esordienti Leone del Futuro, «si è presentata in camicia da notte, con un abito al quanto scontato e privo di personalità». Bizzarra «ma almeno ironica» è la cantante Lola Ponce, con un nude look che però mette troppo in evidenza il seno «anche se non dovrebbe visto che è pettoruta. Evidentemente, come molte, ha perso il senso delle proporzioni».

L'attrice Valentina Lodovini sul red carpet di Venezia 73.

Valentina Lodovini sul red carpet di Venezia 73.

LE IMPERDONABILI
Per Fabiana Giacomotti il premio alla peggio vestita va alla giurata della categoria Orizzonti Nina Hoss, «con un abito orrendo che solo un’americana o un’inglese di provincia potrebbero indossare». Infine, bocciata anche la scelta di Valentina Lodovini di presentarsi con un long dress bianco e scollato, ma con la coccarda del lutto affissa sula giacca: «L’occhio atteggiato alla contrizione, la mano sul fianco per dare slancio alla figura, il nastro nero sul decolleté che mostra un seno affaticato. La classica distonia di immagine e di senso in cui incappano le attrici prive di una guida intelligente: ‘Sono qui perché devo, ma il mio cuore è con le vittime del terremoto, al punto che ve lo metto in mostra per bene’».

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Publicato in: Look, Red carpet Argomenti: , , , Data: 01-09-2016 11:04 AM


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